Scultore e artista

Franco Nicolosi

Scultore e artista Franco Nicolosi

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Opera di: Franco Nicolosi

Anno

2026

Tecnica Scultura

Terracotta, resina epossidica e poliuretano

Misure

12 x 16 x 30 cm cm

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Opera di: Franco Nicolosi

Halar

Halar nasce come un oggetto familiare che ha smarrito la propria funzione, o forse lha superata. È la copia in terracotta patinata di bianco sporco di una tanica industriale per olio lubrificante: un contenitore pensato per facilitare lo scorrimento, ridurre lattrito, rendere invisibile il movimento. Trasposta in un materiale fragile, poroso e terrestre, questa forma attraversa un cambiamento di stato e diventa soglia.

Il tema del multiverso creativo si manifesta in Halar non come rappresentazione cosmica, ma come esperienza percettiva. Lopera abita lo spazio instabile tra ciò che locchio riconosce e ciò che il corpo percepisce. La vista suggerisce plastica, leggerezza, funzionalità; il tatto incontra invece terra, peso, vulnerabilità. In questa discrepanza si apre un varco: due universi sensoriali coesistono nello stesso oggetto, senza annullarsi.

Credo che luniverso esista solo nella misura in cui viene percepito. Ogni individuo, attraverso i propri sensi, costruisce una realtà possibile. Ogni senso è una porta, ogni percezione un mondo. Halar si colloca in questo intreccio, dove la sinestesia — intesa come sincronismo tra sensi diversi — diventa uno strumento di attraversamento. Un unico stimolo visivo è in grado di attivare esperienze tattili, mnemoniche e immaginative divergenti, generando una molteplicità di universi simultanei.

La scelta di un oggetto industriale non è casuale: la tanica conserva tracce di un uso invisibile, di un contenuto assente ma evocato. In Halar ciò che manca diventa centrale. Il vuoto, la memoria del fluido, il potenziale del movimento agiscono come metafore di mondi possibili, mai pienamente accessibili, ma continuamente percepibili.

Attraverso questa scultura cerco di rendere tangibile lidea che la realtà non sia unitaria, ma stratificata, instabile, continuamente riscritta dai sensi. Halar non mostra il multiverso: lo suggerisce, lo sfiora, lo attiva. È un frammento di infinito tradotto in materia, un oggetto che invita a toccare linvisibile e a considerare larte come un portale, capace di condurci oltre ciò che pensiamo di conoscere.