Scultore e artista

Franco Nicolosi

Scultore e artista Franco Nicolosi

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Opera di: Franco Nicolosi

Anno

2022

Tecnica Scultura

Scultura in argilla bianca patinata con nero fumo e grafite

Misure

17 x 15 x 15 cm

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Opera di: Franco Nicolosi

Oscillazioni

Nella mia immaginazione la “forma” passa dall’essere un corpo all’essere un riflesso del corpo. Lo specchio riflette e si moltiplica, creando spazi inaspettati e seducenti. Quest’opera scultorea nasce da una profonda riflessione legata allo Zhuangzi o Chuang-tzu, un testo cinese risalente al periodo dei Regni Combattenti (III secolo aC). Nel terzo dei Capitoli Interni viene raccontata la storia del cuoco che non dovette mai affilare la lama:

“C’era un cuoco che lavorava per il principe Wen Hui. Aveva lavorato per il principe per molti anni e nessuno era più abile di lui a macellare un bue senza dover mai affilare la lama.

Aveva massacrato migliaia di buoi, eppure il la lama era ancora affilata come la prima volta che l’aveva usata. Muoveva appena la mano, muoveva un po’ il braccio e la carne cadeva dalle ossa facilmente, senza sforzo. La sua lama si muoveva così dolcemente e con un ritmo tale che sembrava ballare”.

“Quando il principe gli chiese come avesse raggiunto una tale maestria, il cuoco spiegò che la cosa era semplice. Seguiva la Via in tutto ciò che faceva. Quando iniziò a macellare i buoi, tutto ciò che vide era il bue di fronte a lui. ci vollero tre anni prima che non potesse più vedere il bue nel suo insieme. Ora non usava più gli occhi per guardare il bue, ma lo spirito.”

“Un buon cuoco deve affilare la lama ogni anno, perché la usa per tagliare; un cuoco mediocre ogni mese, perché usa il coltello come un’accetta. Quel cuoco aveva il suo coltello per diciannove anni e lo aveva usato per macellare innumerevoli buoi, ma la lama era ancora perfettamente affilata”.

“Ci sono degli spazi nel corpo del bue dove la lama può tagliare come se attraversasse l’aria. C’è abbastanza spazio perché la lama si inserisca e si muova liberamente. Questo è il motivo per cui la mia lama è ancora affilata nonostante abbia macellato migliaia di buoi”, spiegò il cuoco.